Rare Books

The Redwood is home to an outstanding collection of rare books and manuscripts. Of these, a Bible printed in Venice in 1488 by Giorgio Arrivabene is one of the earliest instances of an incunable owned by an American library and has the distinction of being the incunable held the longest by a library in this country. There are exquisite illuminated books, including a French book of hours from 1517 and a 15th-century "Hours of the Virgin" on vellum.

 

Among the first editions and other precious literary artifacts secured in the vault include the 1791 unexpurgated first edition of James Boswell's "Life of Samuel Johnson", an early manuscript in Italian of the travels of Christoph Simon de Haijdorf, a splendid edition of Livy's "Historia Romanae Decades" printed in 1482, Matthias Lock's books of engravings from the Cary Collection, and a large collection of works related to Newport.

 Christoph Simon de Haijdorf

 

Matthias Lock

 

 

Collection Category: 

Christoph Simon de Haijdorff

Manuscript in the collection of Redwood Library and Athenæum (accessioned Sept. 24, 1951). From the estate of Roderick Terry, Jr. Bears bookplate of Terry and a full-page printed bookplate with the following text beneath an armorial device: Christophorus Baro à VVolckhenstain, & Rodnegg, etc. M.D.XCIIII.

 

Text pages numbered in early hand 1-143 (15 additional unnumbered pages blank). Bound in vellum with brown tooling, armorial stamp on front cover. Pieces of green linen fasteners remaining. 

 

 

 

1587  

Narratione dell' viaggio qual fecì nelle parti orientali principiando il giorno della partenza dalla patria descrivendo li nomi delle città, e villagi, et portì di mare affermatome et viste, sicome ancora alcuni riti, Costumi di diverse nationi et li pericoli et fortune incorreme et sostenute in questo mio viaggio sinno all ritorno alla patria. 

 

Ritrovandosi il sig.re Bart.o Pesten [delle. ll.?] dottor et elletto Ambasciatore di sua Maesta Caesarea alla porte ottomani. et gran Turco in Constantinopoli, In Valdenon m'informete il viagio che esso sig.re havea à fare, et ancora quello, et in esso si vedeva mi ricolsi di venire con esso. Considerendo ad un giovane esser di honore, et non meno utile il vedere, et ricereare diversi paesi, intendendo massime che con suo favore più oltre di Constantinopoli mi potrei passarmene sicuro verso le terre sante di Hierusalem, et ancora visitare la devota sepultura di s.ta Chaterina Vergine e martire posta nell' deserto della 

 

Arabia dell' Egipo, é molti altri luoghi santi degni d'essere visti. Mi rissolsi venire con esso, qual pregato m'accetó volontieri avisandome dell' giorno della sua partita sicome poi fecce.  

Nel nome dell sig.re  

A di 12. genaro del 1587. mi partij da casa di Coretto Valdenon, et diocese di Trento, et Contà di Tirol, solendo uno di questo luogo per servirme in tal viagio facendo la strada giu per la mendola, montagna aspera et strada pripitosa, venissemo la sera sinn'à Bolzan  

Adi.  

 

 

PAGE 2.

 

Adi 13. repartissemo da Bolzan per la posta, et circa le dieci hore di notte gionsimo in Insbruck città bella, ma non molto grande, nella qual m'affermai tre giorni, ove avanti la mia partita hebbi gratia venirre avanti sua sers.ma Altessa in compagnia del sig.e Vespesiano da Nomi. qual pur era d'animo di andare in Constantinopoli, ove humilmente, ehgli ne eramo raccommandati; et supplicato me dette una tra di ravg.ne alla sers.maltessa Archiduca Ernesto qual volesse raccommandame al Ambasciatore, sicome poi fece qual sempre piu d'ogni altro m'hebbe in tutto il viagio p[er] racy.to. 

 

A di 17. mi partij in compagniaell'sig.e di Nomi tolendo qui una slitta con la quale venissemo sinn a' solsburg et q[ui] restassimo seno una notte et messo il giorno seguente andandone la mattina a vedere il Domo et alcuni altri luoghi p[er] la citta, quali p[er] brevita lascio, et circa un hora da poi messo giorno ne p[ar]timmo in una carolla, con la quale venissimo sin à Linz città, et resstamo p[er] la notte. il giorno poi seguente toleremo qui un'altra caroza, con la quale ne venissemo alli 24 in Viene Città grande et forte fermandomene q[ui] molyi giorni aspettando q[ui] la ispezitione del'sig.re Ambasciatore. 

 

A di 17. febraro mi partij pur con i sig.ri da Nomi et Dragonatti tolendo q[ui] in Viena un' cocezio, et passato il Danubio sopra il giaccio venissemo à desinare à Laincersdorf viletta, lasciado à dietro noi à banda sinistra la Città de Corneburg, quale giace in un' piano sotto d'un monte, et la sera facessimo  

 

 

PAGE 3.


l'alogiamento in Hollabrun, ove questi dell luogho finivmo il suo carnavalle secondo il stillo, e calendario vecchio. 

 

A di 18. venissemo à desinar in Luan Città assai bella, p[er] finisse l'Austria, et da principio la moravia, avanto si ascende alla Città, si lascia alla banda sinistra un' bello, e grande monastero de frati et pocco dalla banda essi frati se hanno un belliss.o molino d'acqua con molte ruotte simili p[er] quelli paesi pocchi se ne vedano, ma ben gran quantità di quelli da vento. la sera venissemo à due hore di notte Puill havendo quasi tutto il giorno gran ave[]ersita di tempo, di neve, pioggia, vento grandiss.o, et il cocchiero non sapeva conoscere la via ne et strada pigliare, ove travagliato, et n'hebbe un gra. posso il tempo, et gua[] meli aggiaciusti dal freddo eravamo messi p[er] essendone sopra gionto la notte oscura, pur alt ultimo sentissemo biar delli cani havessimo buona esperanza et giunti p[er] un poco avanti vedemmo la città, ove finalmente entrati con grandiss.a fattica ritrovassamo alloggiamento, et essendo di di Vener. e non volendo noi mangiare della carne ne tratorno molto malle; hondimeno ne feccero pagar molto bene, come se havessimo trionfato et havto buon tempo. 

 

A di 19. venissemo à depnar à lonpitni viletta non molto grand  

 

 

PAGE 4.


la sera poi venimmo in Trigl città assai bella ma non grande, qui si fa buona cervola, conduccendo d'essa p[er] tutta l'austria. 

 

A di 20. venimmo à desinar à Faiprot città della anticha la sera venissemo in Cneerstorf villetta honesta, ove ritrociassimo buon alloggiamento et spendessimo poco. 

 

A di 21. venissimo à desinar à Collino città non molto grande e la piu p[er]te d'essa quali di legname e pochi di muro, la sera arrivassemo in Pemisprott Città bella, e q[ui] mentre intrassimo nella Città li piffen', et sopra le torri stavano à farne musica, come ancora fanno similmente in tutte le Città della Moravia, e Boemia quali piffen' vergono poi alli alloggiamenti, ove fanno di poco di matica avso gli venglano fatto qualet donno. 

 

A di 22. ne venissemo in Pragga circa [?] hora delli detinax Città molto grand e bella simile p[er]te d'essa et il suo scito alla Citta di Roma, passando poi p[er] un longhio e bellissimo ponte, venissemo ad alloggiare in una hosteria vicino sotto il Castello il giorno di sta Matsia andassimo sopra il castello, qui ritrovai il sig.re Bertholamis quangnoni Medico primiero di sua Maestà Caesarea, al qual sig.re facessimo una tra di raccg.re al sig.re Pellen p[er] la qual, et esse[n]do uno paesano, ne fecce molti favori menanovne p[er] tutto il castello  



PAGE 5.

 

et primieramente nella chiesa grande, ove vi era sua M.ta con suoi duoi filli Arciducchi Hernesto et Massimiliano et il legato del Papa con molti altri sig.ri ambasciatori de prencipi quali ascoltavano la Messa, poi ne meno in una capella dentro da banda, ove deve essere reposto S.to Vincislao re di Boemia, la q[ua]le capella non è molto grande, ma bella fodrata di belle pietre tralucenti la q[ua]le con frequenza viene visitata da fideli christiani da lontano, qual santo oggidi fa molti miracoli, si ved{] di piu in detta chiesa grande la sepoltura di tre Re di Boemia in uno bello monumento di marmore, poi d'intorno alla chiesa vi sono li stendardi di tutti li principi christiani sotto all'ubbidienza di S.M.C. i quali comparano molto bene, doppo ne condusse in uno bello e gra[n] sallone, chiamato la salla delle bugie, perch[e] in q[ue]sta [rice]gono i cortegiani, et molti altri p[er] spasegiarai, et le nove corrono, di qui poi ne meno avanti la Camera di S.M.C. vedendolo q[] passare, et entrare in Camera, et veniva, et veniva [sic] con li suoi Filli alla Messa, poi stessemo anco un pello vendendo mangiare essi Filli dell'Imperatore, et esso mangiò in Camera. Un altro giorno andassimo poi alli giardini di S.M. et vedessimo all' ritorno i leoni et altri animali, et tra gli altri un toro salvatico al q[ua]le nessano fida.  

ap.  

 

 

PAGE 6.


approssimarsi, un altro giorno poi andassimo à vedere alcune belle chiese,et luoghi piu belli degni d'essere visiti, e poi ancora le beccharie le quali sono di molta lungezza et hanno circa 170. Rocchi, la piu bella altrove non viddi mai vedendo poi molte altre cose, quali p[er] brevità lascio, Delli huomini et done non mi voglio stendere molto, dico solo, che sono di bellis.a statura, e bello sangue generarlmente. Il n.ro viaggio nel ritorno à Viena fa molto migliore et p[er] l'istessa ritornassemo à Viena, ove restassemo molti giorni inanti l'havesse l'espeditione p[er] Const.li facendo in q[ue]sto mezo vestir noi et i servitori del' n.ro alli unghera, quali ne costomo molto et avanti ne partissemo il sig.re del Nomi et io comprassimo una carozza, et quattro belli Cavalli simili l'un' a l'altro con i quali mentre stessemo in Viena andassemo Cberstorf et à Poden et à molti altri luoghi vicini a' contorni di Viena. A di 13. maggio s'imbarcassemo in Viena accompagnato in barca il sig.re Pezzen del' sig.ri David, Vrgnot presidente di S.M.ta et da molti altri baroni, et sig.ri quali desinomo in barca et venero con noi p[er] un pezzo in giu sinn ad un bello giardino di S.M. q[] smonto il sig.re presidente et q[ues]te delli altri sig.ri alcuni venero con noi sinn à Comar p[er] vedere l'ordine, et s'osserva nel' presentare il sig.re Ambasciatore nelle manni delli turchi, alcuni anco venero sinn à  

Buda  

 

 

PAGE 7.


à Buda, et partiti da Viena la sera venissemo à fermare le barche appresso à firemint viletta piccola, qui alcuni di noi smonstassemo, et dormissemo in terra in una Hosteria la mattina sequente a buon hora ritornassemo in barca vedendo nell' passare la città et Castello d'Hanburg, qual pare essere una bella fortezza venendo la mattina à desinare in Prespurg. Città assai bella, la quale ha: sopra di se uno bello, et forte Castello, qui si corona il Re di Ungaria, questi della Città presentorno del' vino, et alcune cose magiative al sig.re Ambasciatore, et noi dismontassemo andando à vedere la Città doppo desinar ne p[]tissemo. la sera giongessimo appo. à somaraon Vittella piccola con gente povera cenando in barca. A di 15. venissemo à desinare appresso il fiume in un bell' prato, portando il mangiare fuori di barca, et la sera venissemo ad una villa piccola chiamata Hemaz, ove con gran fattica ritrovassimo del' pane, et la provisione di pane tolta in Viena hebbe fine, ova et polli retrova[] in quantità, siccome ancora del' pesce. 

 

A di 16. abuon hora circa li 8 hore giungessimo in Comar Città honesta la q[ua]l' confina con il Fasco, et ha un bello, et forte Castello nel qual condotti ci fa monstrato molti belli pezzi di Artiglihena, et altre monitioni, et hanno in esso castello, alla guardia del' quale vi tenghono sinen soldati tedeschi et niuno  

Un:  

 

 

PAGE 8.


Ungaro in puo entrare con armi, et senta licenza p[ ]nma del Capitanio et di notte no[]vi ponno manco habitare dentro il Cast.o et Città sono posto quali in Isola, da una parte in passa il Danubbio, dal altra la trava fiume non troppo maneo dell'altro, et sopra la trava il sig.re Palfo v'ha fatto fare un' bellissimo ponte fabricato sopra di barche il qual è di molta longezza et al fine d'esso ponte al incontro del castello v'è una buona guardia di soldati Archibuggieri, i quali si danno;  

 

 

PAGE 30.


se ritrovano molti uccelli havendo archibugio si piglia gra[n] spasso, et so possono purfare A di 3 luglio avanti giorno da due hore ne partissemo da ponte piccolo, et p[er] venuti quasi alla citta di Const.li ritrovassemo il sig.r Amb.re vecchio accompagnato da uno principalle []aus con un gran numero di Archibugria à piedi et altri turchi à cavallo in venne anco incontro due secretari del Re di Franza, et quello del Baiolo di Venetia con molti altri mercanti, et gentil huomini Christiani dove q[ ] il sig.re Amb.re novo con il suo Magiordomo et piu principale dismontando di Coechio gli era apparecchiati de Cavalli con belli fornamenti, messi et furono à cavallo tutti in ordinanza s'ne andassemo verso la città di Const.li, et li servitori restarno nelli cocchij seguitandone al ultimo, et cosi giunti entrassemo nella Città, et cavalcando p[er] essa i[n] gra[n] pezzo essendo la citta di grande, et bella lungezza, venissemo poi alla casa dove stano in habitacione gli Amb.re di s.m.c. la gui fatta di dentro informa di manasteno de fratti con le sue stanzette picole di intorno cosi sono ancora fatte tutte le Carvasesie, che havemo visto sinno q[ ] nel territore del Turco intrati et oravamo in casa quelli, che non preterivano dentro dearchedn[ ] ritornò à Casa sua era circa mezo giorno gn[ ] fussemo gionti, et stessemo p[er] viaggio da Viena sinno à Const.li giorni .52. con quelli, che ne semo fermati in diversi luoghi, et Città. 

 

Quello, che si vede, et esse ho visto in la Citta 

et fuori di Constantinopoli.

P.a avanti alla casa delli sig.ri Amb.ri di s.m.c. vi è una faccie collona in facciarande detta collona aurea di lungezza di cubiti 650 à 80 di grossezza 10 varchi in piedi, la q[ua]le p[er] terremoto s. è ttta smarita et rotta ma è centa con alcuni cerchij di ferro i q[ua]li la mantengono insieme et ancora alcuni di essi cerchi sono crepati p[er] uno incendio che alcuni anni fanno vi fù et molti turchi hanno q[ue]sta opinione che carcendo essa si finisca la sua setta Macometana - piu da me [ ] miglio lontano da q[ue]sta ve n'en altra e hianata  

la collona  



PAGE 43.

 

sono bellissimi. Un altro giorno si visitano anco i quattro Bassa piu principali dando ad ogn'uno il suo solito presenti i due ss.ri Ambasciatori circa del far s. orationi le fanno al modo antedetto nella deserittione d'Andrinopoli ma di piu quando fanno il suo digiuno impizzano tutte le lampade che vi sono nelle suoi Moschea, et q[ue]lle [?] hanno di sopra gli suoi Campanilli, che sono in gran quantità, ma q[ue]lle di s.ta Soffia essendo la principale é anco fornita piu riccamente dell'altri, et q[ue]sta é la Moschea, dove va il gran Turco à far le sue orationi. Mentre dura donque la sua quadregassima impizzano la sera doppo il smontar del sole, et tutt'il giorno non mangiano cosa alcuna sinno anche vedono dette lampade impizzatte, visto, et sentito il gridon che fanno i suoi pretti à q[ue]ll'hora sopra i campanilli, e torri gridando p[er] tutta la Città in un hora et à [ ] tempo somigliano tanti cani che baiano, chi grosso, e di sottile, et molyi s'ingorgano nel gridare, et fanno gran lamenti p[er] ridar il suo populo à devotione et q[ue]sto grido fanno cinq[ue] volte fra il giorno et la notte, et dura q[ue]sta huat Quadragetima quaranta giorni, come dunq[ue] vedono la lampade accese fanno la sue orationi in chiesa, overo di fuori, dovesevi: torvano fatto q[ue]sto mangiano d'ogni sorte di cibi, civee carne et pesce quello ch[e] ritrovano et il suo piu commun[ne] mangiare e rito [ ] dita in piu modi con mele Tuceharo et con assai specie e[] pra  

 

 

PAGE 103.


se principio div[?] pressa nell' santissimo sepolcro, p[er] il moticalvano [protecalvano?] et nella cap.a della santiss.a N.M. cantandone una solennamente all' fine della qual io eet il mio servitore ricevessemo il santiss.o sacro della cuezza li altri due n'o finiti li offreij et messe andassemo à vedere le sepolture di Joseffo et Nicodemo quali stano di dietro al santiss.o sepolcro et q[ue]ste in governo della natione seriana. {?] 

 

Il santiss.o sepolcro et la cap.a del Angelo ètè murado insieme in uno corpo aguintorri di dietro la sepoltura di Joseffo et Nicodemo una cap.a qual è in governo et mantenuta dalla natione seriana tutto q[ue]sto corpo di capella è fodrata di fuori et ornata di belliss.i marmori di intorno sopra mezo il santiss.p sepolcro vi è una cuba picola sostenuta di intorno d'alcune colone di marmore gli sospende essere giusto p[er] mezo selto la cuba grande dal' tapio qual è aperta di fuori d'intorno coperta tutta di piombo d'intorno il tempio grande vi è un portico sostenuto tutto di bellissime collone et d'intorno sotto d'esso sono tutti li misteri santissimi antedetti la nationi greca possede poi l'Altar maggior del detto tempio, qual è poco discostro dal santissimo sepulcro et cinto d'intorno tutto di muro sop[ro] li portici del tempio le li nationi v'hano le sue habitationi la septima è quella delli frati nostri li hanno nel luogo  

 

 

PAGE 104.


antedetto dentro della sacristia. 

 

Le sette nationi quali stano di continuo nel tempio dove è il santiss.o sepolcro del N.S. et altri santi misteri come di sotto quali nationi sono tutte spiane. [?] 

 

P.o la p.a è la più principal natione è quella delli n[o]s[tr]I fratti del ordine minore di s.to fran.co [ ]o colanti, li quali in q[ue]lli paesi sono chiamati franchi. 

 

2.o la seconda natione vi è la greca. 

 

3.o la gorgiana che è quella del' prete [?] et quelli [?]piani li nominano gorgij. 

 

4.o la natione Armena. 

 

5.o la natione seriana 

 

6.o la natione coffcha. 

 

7.o la nationi [?]abascina. sono tutti questi seliigioti et d'ogni sua natione mantenuti in q[ue]sto santiss.o luogho. 

 

La mattina del giorno seguente, che entrassemo circa l'8 hore riaprirno li servi del sangiaco la posta del tepio et poi subito ne feccero uscise dal tempio vi è chi dandolo subito qual porta ha due fenestrelle p[er] le q[ua]li si parla et si sporge il ricevere à quelli stano in detto santissimo tempio 

 

Quello si vede dentro la città santa di Hierasaleme 

 

p.a fuori  

 

 

PAGE 105.

 

p.a fuori del tempio dove dentro è il p.o sepolcro et misterij santiss.i dell' n.s. attacato al monte calciano vi è il luoco, dove Abra.a volse sacrificare suo fig.lo Is'ac à Dio, nel q[ua]l lu  

 

 

PAGE 143.

 

il giorno di s.to Antonio che si fa la festa vedendo doppo finito il vespro una bellissima processione cob molte ricchezze ornata et compagnata con gra[n] numero di Dottori andando sempre uno dottore et uno frate al pasi con bellissimo ordine et gran divotione la sera essendo vestiti da pellegrini stentassemo ritrovar albergo in Hpstaria pur ne ritrovassemo et una bona; la mattina seguente poi me ne ritornai pur in barca à Vine. trà restandovi doppo molti giorni aspettando dinari da Casa non potendone havere d'imprestito dalcuni parenti, et amici, che q[ui] ritrovai p[er] sattisfar à quanto era obligato; siche ho visto havermi usato piu cortesie forstieri, che parenti; In venetia doppo riccevuto, che hebbi li denari di Casa mi partij di Venetia et alli 26. gugno 88. giorni alla desiderata patria di Trento ritrovando con allegrezza il mio sig.re pre[ ] con tutti di casa sani et in buon essere, qui finisse il mio viaggio sperando p[er] esso havere felice riposso in questa et nell' altra la vita beata. Amen.  

Io Christopharo Simon de Haijdorff ho fatto questo viaggo et scritto di man propria.  

 

 

OLD TRANSLATION

 

An early 20th-century translation in manuscript into English laid into the volume. The translation is clearly not done by a native speaker of English. It is here transcribed as it is found, with some corrections or explanations provided in bracketts.  

Translation from an old Italian manuscript of the year 1587.  

This had till [sic] yet never been printed or translated not even printed in Italian language.  

Written with his own hand by Christoph Simon de Hagdorf.  

Narration of the voyage who [which] I made in the Orient, commencing the day of my departure from home, naming here all towns, villages, ports and sea, we had to pass by, also all our adventures, fortunes and misfortunes, every thing we saw and the Costumes [i.e. customs] of different nations till I returned again in my native country.  

Finding Mr. Barth.o Pesten lettered, Doctor and chosen ambassador of his Majesty (Caesarer)--Cesar, and the gran Turk in Constantinople, in the port of ottoman. In Valdenon I was informed of the voyage which this gentleman had to undertake, and also of this which could bee [sic] seen, that I resolved to go too with him. 

 

Taking in consideration the utility and honour to see and visite [sic] different Countries and all particulars with personaly understanding.--And with the persuation that by his foavour more than Constantinople could be seen, and that I would come soon towards the holy land of Jerusalem.--and that I still could see other places visite the sepulcher (grave) of St. Catina Virgine and martirer deposed in the desert of Egypt and still other holy places who merit to be seen.--This all made me to get the resolution to go with that gentleman, who after begged accepted me willingly, giving me the date of his departure as he realy deed. 

 

In the name of our Lord

 

 

At the early morning of the 12 Genaro (January) 1587 I started from home of the Province Coretto Valdenon and diocese of Trient, Countea of Tyrol. I made the voyage over hills and mountance asfire and precipitious and in the evening we came till Bolzen. at the 13th we departed from Bolzen with omnibus and about 10 o'clock in the evening we arrived in Insbruck a beautiful town, not very large, in which one we stoped for tre [i.e. three] days, wher I before departure was by especialy grace permited, before his Highness in compagni of M.e Vespesiano de Nomi who himself intended to go to Constantinople. And after me had him, been racomamdet he said to one of the [?] of his Highness the Archduc Ernest to recomande me to the ambassadore still.--What he did realy and kept me more than others in regards. 

At the 17th I departed in company of Mr V. de Nomi, by taken a sledge with which we went still a Saltsbourg and where we remained a night and a half day, we went in the morning to see the Duom [Cathedral] and other places of importance in the town in short time we could. And at one o'clock we started in carragge with which we went till a Trieste amd stoped there the night and the next day we took an other carragge amd arrived the 24 of January in Vienne. A very great twon [town] and strong builded. Here we rested many days awaiting the arrival and inspezione of the Ambassador. 

 

first to pages of the Perfas [preface] now.-- 

 

90 page.-- I 

 

From the mount Sinai we saw in the country and on the roads many caprioles who have horns like chimois and who can run like young horses--but will not  . . . 

 

- end of selected passage - 

 

Matthias Lock

Matthias Lock 

c.1710-1765

 

"The famous Mr.Matt Lock . . . 

reputed the best Draftsman in that way 

that had ever been in England." - 1

 

English carver and furniture designer who some claim influenced Chippendale. The Redwood's "New Book of Ornaments" (1768) shows how Lock not only introduced French rococo style to England, but gave it new twists, including 'C' scrolls, masks, birds, dragons, and water forms: 

 

A New Drawing Book of Ornaments, 

Masks, Compartments, Shields, etc. 
with selected images
drawn and engraved by M. Lock
 
 
 
From the Redwood's Cynthia Cary Collection
 
 
As for Lock's alledged influence on Chippendale, Gilbert recounts that in 1929, Fiske Kimball and Edna Donnell deduced, from stylistic similarities in their work, that Chippendale worked on a sub-contract basis for Lock before setting off on his own. A more generally held view is the reverse: that Lock was employed by Chippendale, c. 1752. 
 
The Redwood's Cynthia Cary Collection contains seven of Matthew Lock's books of ornament, plus four other of his works. 
Furniture in Print: Pattern Books from the Redwood Library by Christopher P. Monkhouse and Thomas S. Michie explains the Cynthia Cary Collection and is available from the Redwood Library. 
 
 
1- Gilbert, Christopher, The Life and Work of Thomas Chippendale, pp. 103-4. © 1978 Tabard Press, 27 W. 20th St., N.Y.,N.Y. 
 
 
 
Images